La risposta onesta alla domanda «quanto costa una casa anziani in Ticino» è che non esiste un prezzo del Ticino: esiste la tariffa del singolo istituto, la parte che la sua cassa malati copre, e la parte che resta a lei. Sono tre numeri diversi, che si sommano in un modo diverso per ogni persona. Chi le mostra una cifra sola, valida per tutti, le sta mostrando una media — e una media applicata al suo caso vale meno di zero.
Quello che le diamo qui è il metodo per ottenere il suo numero in tre telefonate, tutte gratuite, e poi la seconda metà della domanda, che è quella che interessa davvero: che cosa può fare la sua casa per contribuire a pagarlo. La risposta a questa seconda parte dipende quasi interamente da un dettaglio tecnico — se lei si è riservata l’usufrutto o il diritto di abitazione — e la differenza fra i due è enorme proprio nel giorno del ricovero.
Base legale:LCD art. 13a (onere della prova delle affermazioni pubblicitarie)
Come ottenere il numero del suo caso, in tre telefonate
Le tre telefonate vanno fatte in quest’ordine, perché ciascuna serve a interpretare la successiva. Nessuna la impegna a nulla.
- All’istituto. Chieda la tariffa giornaliera attualmente applicata, che cosa comprende esattamente, quali prestazioni sono fatturate a parte, e come e quando la tariffa viene aggiornata. Chieda tutto per iscritto: è una domanda normale e gliela fanno tutti. Se pensa a più istituti, li chiami tutti.
- Alla sua cassa malati. Chieda quale parte del soggiorno rientra nelle prestazioni coperte e quale no, e si faccia indicare dove è scritto. Il punto non è ottenere una rassicurazione al telefono: è avere una riga scritta da confrontare con il preventivo dell’istituto.
- Alla sua cassa di compensazione cantonale. Chieda una simulazione scritta delle prestazioni complementari nello scenario del ricovero. È gratuita, ed è l’unica delle tre risposte che tiene conto insieme del suo reddito, della sua sostanza e della sua casa.
Con queste tre risposte in mano ha un conto vero. Senza, ha una sensazione — e le decisioni patrimoniali prese su una sensazione sono quelle che si rimpiangono.
| A chi | Che cosa chiedere | In quale forma |
|---|---|---|
| La casa anziani | Tariffa giornaliera, che cosa comprende, che cosa è fatturato a parte, come viene aggiornata | Preventivo scritto |
| La cassa malati | Quali prestazioni del soggiorno rientrano nella copertura e quali no | Risposta scritta, con il riferimento |
| La cassa di compensazione cantonale | Simulazione delle prestazioni complementari nello scenario del ricovero | Simulazione scritta, gratuita |
| Il suo fiduciario | Effetto di un’eventuale pigione e del suo patrimonio sul conto complessivo | Nota scritta |
| Il suo notaio | Che cosa dice il suo atto sulla facoltà di affittare l’immobile | Lettura della clausola |
Nessuna di queste richieste la impegna a nulla, e tutte si fanno senza costi. Le faccia nell’ordine indicato.
Le voci che compongono il conto, e perché non si sommano da sole
Quando riceve il preventivo dell’istituto, lo legga cercando tre cose. La prima è che cosa comprende la tariffa giornaliera: alloggio, pasti, pulizia, e quale livello di assistenza. La seconda è l’elenco di quello che viene fatturato a parte, che è la voce che sorprende più spesso, perché in un preventivo scritto piccolo appare in fondo. La terza è come e quando la tariffa cambia: una tariffa può essere legata al grado di bisogno di cura, e il grado di bisogno di cura cambia nel tempo. Il numero che le interessa non è quello di oggi: è quello che avrà fra qualche anno.
A questo punto ha il costo lordo. Non è ancora il suo costo. Per arrivare al costo netto deve sottrarre la parte che passa dalla sua cassa malati — e solo qui capisce perché le abbiamo chiesto una risposta scritta con il riferimento: le due carte devono parlare della stessa cosa. La differenza che resta è la cifra che deve coprire con le sue risorse.
Con che cosa si paga: l’ordine delle risorse
Il conto si copre, in generale, con i redditi correnti — rendite AVS e secondo pilastro — e, quando non bastano, con il patrimonio e con le prestazioni complementari. È quest’ultima voce a rendere la pianificazione delicata, perché le prestazioni complementari si calcolano confrontando le spese riconosciute con i redditi computabili e con la sostanza.
Tutto ciò che aumenta la sostanza o i redditi computabili riduce, a parità di spese, l’importo delle prestazioni complementari. Vale per una pigione incassata, vale per un capitale ricevuto, vale per il valore annuo di un usufrutto, che la legge considera esplicitamente reddito computabile anche quando lei non incassa nulla in contanti.
È il punto che sfugge più spesso, quindi lo diciamo in modo diretto: l’usufrutto ha un valore annuo computabile a prescindere dal fatto che lei lo eserciti, lo affitti o lo lasci vuoto. Non è una penalizzazione: è il modo in cui la legge misura le risorse di cui una persona dispone.
Fonti:LPC art. 11 cpv. 1 lett. b · LPC art. 11 cpv. 1 lett. c
Il ruolo della casa: dipende da quale diritto si è riservato
Qui la differenza fra i due diritti reali non è tecnica: è la differenza fra avere o non avere una risorsa nel momento in cui serve. Se ha già firmato, la risposta è nel suo atto. Se non ha ancora firmato, è la scelta più importante di tutta l’operazione — e la trattiamo per esteso nella pagina usufrutto o diritto di abitazione.
Con l’usufrutto: il diritto resta, e in linea di principio si può affittare
L’usufrutto cessa soltanto con la morte dell’usufruttuario. Un ricovero, anche definitivo, non lo tocca: lei non abita più lì, ma resta titolare del diritto. E il Codice civile consente all’usufruttuario di cedere a terzi l’esercizio del suo diritto, cioè di affittare la casa e incassare la pigione.
Con il diritto di abitazione: il diritto si estingue
Il diritto di abitazione si estingue di pieno diritto con il collocamento definitivo in casa anziani, e comunque non consentirebbe di affittare, perché è incedibile e non si trasmette. Lei perderebbe il diritto esattamente nel momento in cui avrebbe più bisogno di risorse.
In compenso, finché dura, il diritto di abitazione è più leggero da portare: l’usuario sopporta solo la manutenzione ordinaria — e soltanto se il diritto è esclusivo di ogni altro; in caso di coabitazione le spese incombono al proprietario. È un vantaggio reale, nei mesi tranquilli, che si paga caro nel mese in cui tutto cambia.
È la ragione principale per cui le consigliamo l’usufrutto, pur sapendo che il diritto di abitazione converrebbe a noi: un diritto che si estingue prima della morte riduce il tempo in cui aspettiamo, e quindi vale di più per chi compra.
Fonti:CC art. 749 cpv. 1 · CC art. 758 · CC art. 776 cpv. 2 · CC art. 778 cpv. 1 e 2 · Camera dei notai di Ginevra, C. Michel, 25 ottobre 2021
Se affitta: la pigione non arriva intera al conto della retta
Tre sottrazioni, prima di rallegrarsi del canone lordo.
- Gli oneri restano suoi. Come usufruttuario continua a sopportare manutenzione ordinaria, amministrazione, interessi dei debiti che gravano il fondo, imposte e tasse, e i premi assicurativi — con l’assicurazione stipulata a favore del proprietario. Al nudo proprietario restano «gli altri aggravi», cioè i lavori più importanti per la conservazione. Il netto non è il canone.
- La pigione è un reddito, e il valore annuo dell’usufrutto è a sua volta reddito computabile per le prestazioni complementari, che lei affitti o no. Prima di firmare un contratto di locazione, chieda alla cassa di compensazione che cosa cambia nel suo conto.
- Cambia anche il conto delle imposte cantonali. Il valore locativo ticinese è fissato al 60–70% del valore di mercato delle pigioni, ma solo per la residenza primaria: se la casa viene affittata, in dichiarazione non c’è più un valore locativo agevolato, c’è una pigione reale. E la sostanza gravata da usufrutto resta computata a lei, non al nudo proprietario.
Fonti:CC art. 765 cpv. 1 · CC art. 765 cpv. 3 · CC art. 767 · LPC art. 11 cpv. 1 lett. b · LT art. 20 cpv. 2 e 3 · LT art. 40 cpv. 2
E vendere la nuda proprietà per pagare la retta?
Una precisazione di vocabolario, prima della risposta: quella che tutti chiamano nuda proprietà, in Svizzera si realizza come vendita con riserva di usufrutto.
Vale la pena smontare il meccanismo, perché sembra controintuitivo. Prima della vendita lei è proprietario di un immobile che abita: sulla sua abitazione si applica una franchigia specifica nel calcolo della sostanza. Dopo la vendita lei non è più proprietario — è usufruttuario — e quella franchigia non le spetta più, perché la legge la riserva a chi è proprietario. Che la distinzione sia voluta lo conferma il fatto che, dove il legislatore ha voluto includere l’usufrutto accanto alla proprietà, lo ha scritto espressamente.
Nello stesso momento entra in sostanza il capitale incassato, computato per i rendisti di vecchiaia a un decimo all’anno oltre le franchigie di CHF 30’000 per le persone sole e CHF 50’000 per le coppie, e il valore annuo dell’usufrutto continua a contare come reddito. Tre movimenti nella stessa direzione, tutti contro il conto delle prestazioni complementari.
Se poi il prezzo fosse inferiore al 90% del valore venale — ed è il valore venale, non un valore concordato, a fare da metro — scatterebbe anche la rinuncia patrimoniale. L’importo computabile della sostanza cui si è rinunciato si riduce di soli CHF 10’000 all’anno, e non subito: resta invariato fino al 1° gennaio dell’anno seguente la rinuncia, e solo dopo comincia a scendere. Per una persona di ottant’anni è, in pratica, permanente.
Fonti:LPC art. 11 cpv. 1 lett. b e c · OPC art. 17 cpv. 3 · OPC art. 17a cpv. 5 · OPC art. 17b lett. a · OPC art. 17e cpv. 1 e 2
Il momento conta: perché decidere presto non è la stessa cosa che decidere tardi
Aspettare qualche anno risolve molto meno di quanto si speri, e per due ragioni che stanno nella stessa legge. La prima è che la riduzione di CHF 10’000 l’anno è lenta per costruzione, e parte con ritardo. La seconda è che, per i beneficiari di rendita di vecchiaia AVS, il periodo di osservazione del dispendio eccessivo copre anche i dieci anni precedenti la nascita del diritto alla rendita. E per la rinuncia a elementi patrimoniali non è previsto alcun termine di prescrizione.
La conseguenza pratica non è «faccia in fretta»: sarebbe il consiglio sbagliato, e noi non facciamo urgenza. È che la data della decisione va scelta con il conto in mano, e che la simulazione della cassa di compensazione va chiesta prima, non dopo.
Fonti:LPC art. 11a cpv. 4 · OPC art. 17e cpv. 1 e 2
Il caso opposto: restare a casa con assistenza a domicilio
Dove invece la vendita può avere senso è nell’orizzonte opposto: una persona in buona autonomia, che vuole finanziare l’assistenza a domicilio per restare a casa sua il più a lungo possibile, e per la quale le prestazioni complementari non sono in gioco. È un caso diverso, e va verificato con gli stessi tre numeri.
In questo scenario la logica si capovolge: il capitale non serve a pagare un istituto, serve a non doverci andare, o ad andarci più tardi. Adattamenti dell’abitazione, ore di aiuto, una persona che passa la mattina. Sono spese che si sostengono nel tempo e che, a differenza di una retta, lei controlla. Se vuole farsi un’idea dell’ordine di grandezza del capitale prima di parlare con chiunque, il nostro calcolatore della nuda proprietà le dà una stima indicativa senza chiederle nulla, e la pagina come calcoliamo le mostra il metodo che c’è dietro.
Le tre cose da fare oggi, che costano zero
- Legga il suo atto — o lo faccia leggere al suo notaio — e cerchi la clausola sulla cessione dell’esercizio dell’usufrutto. Se non c’è, sappia che non c’è.
- Chieda la simulazione delle prestazioni complementari alla sua cassa di compensazione, anche se non ne ha bisogno adesso.
- Si faccia fare un preventivo scritto dall’istituto che considererebbe, anche se non ha alcuna intenzione di andarci nei prossimi anni. Un numero vero oggi vale più di una stima allarmata domani.
E, se vuole un parere che non ha nulla a che vedere con noi, si rivolga a Pro Senectute Ticino e Moesano: la consulenza è gratuita e indipendente.
Domande frequenti
Quanto costa una casa anziani in Ticino? Mostra la risposta Nascondi la risposta
Non pubblichiamo un importo, perché non abbiamo una fonte ufficiale che possiamo mostrarle e perché ogni istituto applica la propria tariffa. Il numero del suo caso lo ottiene con tre richieste scritte: la tariffa giornaliera all’istituto, la copertura alla sua cassa malati, e una simulazione delle prestazioni complementari alla sua cassa di compensazione cantonale.
Se entro in casa anziani, perdo l’usufrutto sulla mia casa? Mostra la risposta Nascondi la risposta
No. L’usufrutto cessa soltanto con la morte dell’usufruttuario (CC art. 749 cpv. 1): resta iscritto anche se lei non abita più lì. Il diritto di abitazione, invece, si estingue di pieno diritto con il collocamento definitivo in casa anziani.
Posso affittare la casa per contribuire alla retta? Mostra la risposta Nascondi la risposta
Con l’usufrutto in linea di principio sì: l’usufruttuario può cedere a terzi l’esercizio del suo diritto (CC art. 758), a due condizioni — che il diritto non abbia carattere strettamente personale e che l’atto non lo escluda. Con il diritto di abitazione no, perché è incedibile (CC art. 776 cpv. 2).
Conviene vendere la nuda proprietà per pagare la casa anziani? Mostra la risposta Nascondi la risposta
Se le prestazioni complementari sono o saranno parte del conto, quasi sempre no: la vendita peggiora la posizione anche a prezzo corretto, perché il capitale entra nella sostanza, il valore annuo dell’usufrutto è reddito computabile e la franchigia sull’immobile spetta solo a chi ne è proprietario (LPC art. 11 cpv. 1 lett. b e c, OPC art. 17 cpv. 3). Chieda la simulazione scritta prima di qualsiasi decisione; se il conto non torna, glielo diciamo noi per primi.
Aspettare qualche anno prima di vendere risolve il problema delle prestazioni complementari? Mostra la risposta Nascondi la risposta
Molto meno di quanto si speri. L’importo computabile della sostanza cui si è rinunciato scende di soli CHF 10’000 all’anno, e solo a partire dal 1° gennaio dell’anno seguente la rinuncia (OPC art. 17e cpv. 1 e 2). Per i beneficiari di rendita di vecchiaia AVS il periodo di osservazione copre anche i dieci anni precedenti la nascita del diritto alla rendita (LPC art. 11a cpv. 4).
Se il conto riguarda un ricovero già in corso, ci chiami prima di decidere
In molti di questi casi la nostra risposta è «non venda», e preferiamo dirgliela al telefono in dieci minuti piuttosto che dopo una perizia. Non la richiamiamo una seconda volta.
Risponde una delle persone che trova nella pagina «Chi siamo», non un centralino.
Dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.00.
Preferisce scrivere? info@nuda-proprieta.ch